La cultura tossica del lavoro, il mimetismo scientifico nella dieta carnivora, l’estetica discriminante delle clean girl, le dirette mukbang: I trend che emergono sulle piattaforme online riflettono la volatilità di questi ambienti: espressioni temporanee e condivise di argomenti, idee, stili e comportamenti. Alcuni si stabilizzano nel tempo, generando veri e propri spazi di cultura digitale, nei quali gli utenti si riconoscono e interagiscono. I meccanismi di influenza reciproca che si attivano in questi spazi possono generare ricadute sociali significative, che rendono necessarie forme di sensibilizzazione all’interno e all’esterno degli spazi digitali.
La mostra affronta il tema dell’alfabetizzazione ai media e alle informazioni digitali (DMIL) attraverso otto artefatti che parlano di trend particolarmente seguiti sui social media, spesso caratterizzati da dinamiche polarizzanti. La DMIL riguarda ciò che è necessario sapere, e saper fare, per partecipare attivamente alla società digitale: un obiettivo in continua evoluzione, legato al carattere dinamico degli spazi digitali e alla loro portata globale e commerciale.
Gli otto artefatti esposti invitano a una riflessione critica su questi fenomeni: osservarne le forme narrative e visuali ricorrenti, le modalità con cui contribuiscono a costruire significati condivisi e a coinvolgere i “seguaci digitali”, per imparare a riconoscerne i possibili rischi ed effetti sociali.
In un processo condiviso di riflessione critica, la mostra attribuisce un ruolo centrale al pubblico: ogni artefatto comprende un primo momento di contatto con il tema, e un secondo momento di valutazione, attraverso il quale esprimere in modo creativo il proprio punto di vista.
Beef, streams, vibes è il risultato della ricerca svolta da 53 studenti del corso di laurea magistrale in Design della Comunicazione, al Politecnico di Milano, coordinati da DensityDesign Lab.
Docenti
Elena Aversa, Ángeles Briones, Gabriele Colombo, Michele Mauri
Cultor della materia
Anna Cattaneo, Benedetta Riccio
Visual identity
Davide Agostinelli, Alice Dezio
Stecca 3.0, Via Gaetano de Castillia, 26, Milano