Anatomia dei meme anti-work

Decodificare la cultura tossica del lavoro tramite i meme

Immagine del progetto Anti-Work Memes

Il progetto Anatomia dei meme anti-work analizza i meme come strumenti critici capaci di rendere visibile la tossicità della cultura del lavoro contemporaneo. Attraverso la raccolta, la classificazione e la scomposizione di meme diffusi online, il progetto indaga problemi strutturali, comportamenti ricorrenti e sentimenti condivisi dai lavoratori, mostrando come questi contenuti apparentemente leggeri diventino potenti dispositivi di denuncia culturale.

Il progetto si sviluppa principalmente attraverso tre cataloghi tematici che raccolgono e interpretano 167 meme, selezionati e analizzati tramite un processo di scomposizione visiva e testuale. Questo approccio consente di evidenziare i diversi livelli di significato presenti in ciascun meme.

Vista complessiva dell’allestimento con la griglia dei 167 meme

Vista complessiva dell’allestimento con la griglia dei 167 meme e i tre cataloghi esposti sul tavolo.

Design dei dati

Il dataset è stato costruito a partire dal profilo Instagram @antiworkmemes, considerando i contenuti pubblicati tra il 2020 e il 2025. La raccolta iniziale dei dati, effettuata il 10 ottobre 2025 mediante l’utilizzo di Instagram Scraper di Apify, ha prodotto un dataset di 600 post, corredati dai relativi metadati. I contenuti sono stati ordinati sulla base del numero totale di interazioni (calcolate come somma di like e commenti), dal valore più alto al più basso. Per l’analisi iniziale sono stati selezionati i meme che superano la soglia di 10.000 interazioni complessive, per un totale di 204 post. Successivamente, a seguito dell’esclusione dei contenuti duplicati e non pertinenti, il dataset è stato ridotto a 167 meme. Ogni riga del dataset rappresenta un singolo post, da #1 a #167; per ciascun meme, ai dati già presenti sono stati ulteriormente affiancati: l’immagine, la trascrizione del testo e la sua traduzione in italiano.

I meme sono stati analizzati scomponendone porzioni testuali e visive, operazione che ha permesso di individuare tre dimensioni interpretative capaci di descrivere la cultura tossica del lavoro: i problemi legati a condizioni e dinamiche lavorative, i comportamenti messi in atto dai lavoratori e i sentimenti espressi rispetto alla propria esperienza professionale. Per ciascuna dimensione sono state definite le seguenti colonne all’interno del dataset:

  • Presenza o assenza della dimensione interpretativa nel meme.
  • Porzione testuale e/o visiva rappresentativa del problema, del comportamento o del sentimento.
  • Affinità tematica della dimensione: i meme sono raggruppati in 14 categorie di problemi, 6 di comportamenti e 11 di sentimenti.
Dataset del progetto

Dataset del progetto.

Dimensioni interpretative

Le categorie legate ai problemi descrivono le principali criticità del sistema lavorativo così come emergono nei meme anti-work. Rappresentano disfunzioni strutturali, abusi, contraddizioni e incoerenze dell’organizzazione del lavoro, mettendo in evidenza ciò che rende l’esperienza lavorativa tossica o insostenibile. Nel loro insieme restituiscono una mappa delle tensioni ricorrenti che attraversano il lavoro contemporaneo.

Le categorie individuate sono: Turni troppo lunghi, Cattiva gestione, Riunioni, Assunzione, Capitalismo, Relazioni interpersonali, Miliardari, Pretese del lavoro, Ambiente poco sano, Lavoro senza scopo, Sistema lavorativo, Lavoro sottopagato, Piani per la pensione, Permessi e ferie.

Le categorie dei comportamenti rappresentano i modi in cui i lavoratori reagiscono, resistono o si adattano alle condizioni lavorative problematiche. Emergono strategie individuali e collettive, atteggiamenti di distacco, ironia, rassegnazione o opposizione, che mostrano come le persone affrontano quotidianamente la tossicità del lavoro e cercano di riconfigurare il proprio ruolo al suo interno.

Le categorie di comportamenti includono: Modalità fuga, Rivelazioni sul lavoro, Missione: sopravvivere, L’arte di non farsi sfruttare, La violenza è la soluzione, Immagina, puoi.

Le categorie dei sentimenti rappresentano le reazioni emotive associate all’esperienza del lavoro per come viene raccontata nei meme anti-work. Più che classificare le emozioni in senso psicologico, queste categorie descrivono a cosa sono rivolti i sentimenti: momenti, dinamiche, aspettative o condizioni del lavoro. Ne emerge un panorama emotivo complesso, che evidenzia il rapporto affettivo e spesso conflittuale tra individui e cultura del lavoro.

Le categorie individuate sono: Le persone sono il problema, Il denaro è tutto, Fanculo il capitalismo, Missione: non lavorare, Il circo dell’assunzione, Abbassa le aspettative, Odio il mio lavoro, Non mi interessa il lavoro, Trappola del tempo, Esaurimento totale, Pessima gestione.

Esperienza

Durante la mostra, i tre cataloghi sono esposti sul tavolo insieme alla griglia che presenta i 167 meme ordinati per livello di engagement. Ogni meme è contrassegnato da marcatori cromatici che indicano le dimensioni presenti: problemi (rosso), comportamenti (viola) e sentimenti (verde). I marcatori segnalano inoltre la presenza di ciascun meme all’interno dei rispettivi cataloghi.

Introduzione dell’esposizione

Introduzione dell’esposizione.

Dettaglio dell’esposizione con la griglia e il catalogo

Dettaglio dell’esposizione: la griglia affiancata da uno dei tre cataloghi.

Dettaglio ravvicinato della griglia espositiva

Dettaglio ravvicinato della griglia espositiva che mostra l’ordinamento dei meme in base all’engagement e i marcatori cromatici delle tre dimensioni interpretative.

Confronto tra griglia e cataloghi

I meme sulla griglia vengono ritrovati all’interno dei cataloghi, grazie ai marcatori cromatici e all’indice numerico.

I tre cataloghi del progetto

I tre cataloghi del progetto, ciascuno dedicato a una specifica dimensione interpretativa.

Ogni catalogo, che funge da approfondimento della dimensione a cui è dedicato, è introdotto da una mappa che mostra tutte le categorie presenti. Per ciascuna di queste vengono riportati i ritagli dei meme che ne rappresentano i problemi, i comportamenti o i sentimenti, offrendo così una visione d’insieme completa.

Mappa introduttiva del catalogo dei problemi

Mappa introduttiva del catalogo dei problemi, con la visualizzazione di tutte le categorie tematiche e dei relativi ritagli dei meme.

Ogni capitolo del catalogo corrisponde a un raggruppamento e contiene tutti i meme appartenenti alla categoria, ordinati secondo il livello di engagement. Le pagine interne ai capitoli sono intervallate da fogli in acetato colorato, che isolano le porzioni interessate dei meme, facilitandone l’osservazione e la lettura analitica.

Pagina interna del catalogo con foglio in acetato

Dettaglio di una pagina interna del catalogo con foglio in acetato colorato che evidenzia le porzioni visive e testuali del meme.

Le pagine bianche interne ai capitoli presentano i meme nella loro interezza, accompagnati dai relativi metadati e dalla traduzione italiana dei testi, in cui viene sottolineata la porzione di meme corrispondente al ritaglio tramite acetato.

Dettaglio di una pagina interna del catalogo

Dettaglio di una pagina interna del catalogo.

Nella fase conclusiva dell’esperienza, i visitatori sono invitati a identificare autonomamente le categorie di problemi, comportamenti e sentimenti presenti nei meme. Attraverso un questionario, l’utente appone un timbro sul meme che ritiene rappresentativo di una determinata categoria, indicata nella domanda.

Interazione dell’utente con la fase di evaluation

Interazione dell’utente con la fase di evaluation tramite il questionario e i timbri.

L’efficacia degli artefatti espositivi viene valutata in base alla capacità dei visitatori di riconoscere correttamente le categorie, trasformando l’osservazione in un momento attivo di interpretazione critica.

User flow dell’esperienza del visitatore

User flow che illustra l’intera esperienza del visitatore con gli artefatti espositivi progettati.